“Io ero presente in questi giorni” ricorda Giancarlo Grifoni a “Il Filo del Mugello, in una toccante testimonianza “giorni in cui bloccammo lo scarico. Anzi, io fui tra i promotori del blocco. Io sono di Palazzuolo ma lavoravo a Firenzuola” – ripercorre – “imparammo per caso dal consiglio di fabbrica che dei camion scaricavano del rusco sul Rovigo. Una volta imparato quanto stava succedendo alle sorgenti del Rovigo, una sera con degli amici e compagni ci incontrammo, e decidemmo anche noi di occupare il Comune. Non ci fu nessuna resistenza da parte degli impiegati. Gli amministratori” – rammenta Grifoni – “erano totalmente assenti. Un gruppo rimase a presidiare il Comune e un altro gruppo fra cui me si recò sul Passo della Sambuca per cercare di fermare lo scarico. Ci recammo in cima e provammo. Eravamo una ventina di persone. Sopratutto di abitanti di Palazzolo.

Ci furono dei tafferugli, vennero Carabinieri e Polizia e sospesero gli scarichi. Nel frattempo l’on. Vespignani, l’11 febbraio presentò un’interpellanza , che denunciava quanto accedeva anche alle sorgenti del Santerno. Debbo dire che c’era troppa faciloneria da parte degli amministrativo di allori, venivamo accusati di fare casino per niente. Cosa volete che facciano due camion di spazzatura in cima al Rovigo. Dopodichè, visto l’impegno del Comune di Imola già proferiva per una soluzione e la pericolosità di quanto stava avvenendo, ci organizzammo anche per altri interventi. Era il ’72, io avevo 22 anni, eravamo un gruppo molto ristretto. Però a questa cosa, nessuna amministrazione, e nessuna forza poltiica locale si prese in carico il problema. Il pericolo che abbiamo oggi è quello del ‘così facevan tutti’. Vuol dire– traduce – siamo tutti colpevoli e non c’è nessun colpevole. Dobbiamo stare attenti e avere la massima attenzione. Far sparire tutto sotto un tappeto è facilissimo SI richiede l’impegno di tutti, sopratutto dei cittadini. E’ inutile stare al bar a fare i tuttologi. “