di Sofia Noes
Leonardo Vitiello è un giovane di Casalfiumanese, il cui brillante curriculum accademico dovrebbe già di per sé far notizia. Infatti, il giovane, dopo alcune significative esperienze all’estero, ha ottenuto in Gran Bretagna, l’ambito International Baccalaureate Diploma. Rientrato poi in Italia, Leonardo ha dapprima deciso di iscriversi alla facoltà di Medicina, e successivamente, ha conseguito il certificato di primo soccorso presso l’IRC di Bologna. Oggi Leonardo, dopo aver vinto il concorso per insegnare, è diventato un professore di conversazione inglese, e lavora in un liceo linguistico della provincia di Brescia, dividendosi quindi tra Brescia e Casalfiumanese, dove vive la sua famiglia. La vocazione di Leonardo, all’altruismo, sembra essere un valore di famiglia, trasmessogli dai suoi genitori. Non è un caso che il destino lo abbia reso protagonista di due episodi di grande solidarietà e impegno civile.
Nel 2022 il nome di Leonardo Vitiello è apparso nelle cronache locali e nazionali, per aver salvato la vita a Carlo Santandrea, un benzinaio 61 enne della Pedagna, al quale il giovane ha praticato un massaggio cardiaco seguendo le indicazioni degli operatori della centrale 118 .
L’intervento tempestivo di Leonardo si è rivelato fondamentale: non solo è stato il primo a dare l’allarme, ma le sue conoscenze di primo soccorso hanno facilitato il lavoro dei sanitari.
Il 30 dicembre 2024, Leonardo è stato nuovamente protagonista di un altro caso di soccorso, stavolta con esito tragico e con relativo strascico di polemiche a suon di PEC. I contorni di questa complessa vicenda stanno tenendo l’intera Casalfiumanese, in bilico tra i sostenitori del giovane soccorritore, e coloro che sono portati a pensare che le dichiarazioni del giovane casalese abbiano un interesse politico finalizzato a porre discredito sul suo paese. Per questo motivo, Leonardo chiarisce: “Io ci tengo a sottolineare, che le mie richieste non hanno lo scopo di sminuire nessuno! In tal senso, non intendo prendere parte al gioco della politica. Ora, sono qui a mettere la mia faccia, nonostante la mia riservatezza, solo perché ho a cuore l’interesse dei miei concittadini!”
Come racconta lo stesso soccorritore: “La sera del 30 dicembre ho ricevuto una notifica tramite l’applicazione DEA RespondEr a cui ho deciso di rispondere “.
L’app lo ha avvisato di un’emergenza nelle vicinanze. Senza perder tempo, accompagnato dalla madre, Leonardo ha iniziato la sua corsa contro il tempo, per svolgere quello che gli viene detto di fare, dall’operatrice del 118.
“Quando si viene informati dall’APP di un’emergenza in corso, significa che la centrale operativa del 118 ha reputato più efficace l’intervento di uno del posto, per accelerare il soccorso –, spiega il ragazzo– “ Erano circa le 20,20 del 30, quando, mentre stavo percorrendo la strada che porta dalla mia abitazione a Casale di sotto verso Casale di sopra, con mia madre, sono stato contattato dall’operatrice del 118, che mi comunicava il fatto che i familiari della persona in pericolo, erano stati già informati del mio arrivo. Nel frattempo l’operatrice, che dalla centrale poteva controllare anche la mia posizione, mi ha detto che proprio in piazza Cavalli, dal Municipio, si sarebbe trovato il defibrillatore, ovvero quello il più vicino all’emergenza” – chiarisce Vitiello.
“ Ma il Municipio è chiuso e noi non abbiamo visto alcun dispositivo DAE esposto esternamente all’edificio!”, ci conferma Leonardo.
“Mentre eravamo nella piazza, alcune persone notando il nostro sconcerto per aver trovato il Municipio chiuso, e quindi anche nessun dispositivo DAE esternamente visibile all’edificio e perciò accessibile a chiunque quando il Municipio è chiuso, ci hanno indirizzato verso il bocciodromo, dove la presenza di una segnaletica riportante la scritta DAE, poteva indicare la presenza di un defibrillatore”.
Purtroppo, quando la madre di Leonardo, come indicato dal figlio, si è recata davanti alla Bocciofila, nonostante il cartello a forma di quadrato con la scritta DAE in verde, posto davanti dell’edificio, non ha potuto fare altro che verificare che non sarebbe esistita alcuna bacheca esterna contenente il defibrillatore, e che solamente il bar era aperto, mentre la sala polivalente sarebbe stata invece chiusa .
“Io voglio andare avanti e ottenere le risposte alle mie domande!, dice Leonardo, – Per quale motivo i dispositivi non sono stati esposti in bacheche esterne agli edifici, e perciò resi accessibili a chiunque?”- si chiede il ragazzo.
Il giorno successivo all’accaduto, il giovane si è recato personalmente in Municipio, per chiedere spiegazioni.
“ Quando sono entrato, mi sono guardato attorno per verificare la presenza del Defibrillatore, che avrebbe dovuto esserci, così come mi era stato detto, la sera prima, dall’operatrice del 118, e ho potuto riscontrare che non era presente. Allora, ho deciso di salire al primo piano del Municipio di Casalfiumanese, in piazza Cavalli, dove ho trovato un impiegato che mi ha spiegato che essendo quello un giorno prefestivo, non c’era molto personale e del posto, facendo riferimento al fatto che non era di Casalfiumanese. Il ragazzo non era solo nella stanza, ma c’era con lui una giovane donna, che però non è intervenuta nella discussione. Alle mie domande sul defibrillatore, i due impiegati hanno dapprima parlottato tra di loro, e poi, il primo ragazzo è entrato in un altro ufficio, forse, per chiedere ulteriori informazioni sul defibrillatore. Una volta uscito dall’ufficio, però, l’impiegato mi ha riferito che non sapevano dove potesse essere il defibrillatore, e mi ha invitato a seguirlo per andare a cercare il tecnico, al piano di sotto, che secondo lui, avrebbe potuto darci delle spiegazioni. Nonostante quest’ultimo si sia messo subito all’opera per cercarlo, alla fine era quasi dispiaciuto di non averlo ritrovato nemmeno lui.
Spiazzato dalla risposta del tecnico, l’impiegato del Comune, compresa la gravità della situazione, si fa lasciare il numero personale di Leonardo, promettendogli che si sarebbe informato sul defibrillatore.
“Non ho pensato a chiedere i riferimenti delle persone davanti a me, perché ho notato un vero interessamento da parte loro, per capire come fossero andate le cose!”.
Dopo alcuni minuti, e dopo essersi lasciato il Municipio alle spalle, Leonardo ha una chiamata con un signore, presumibilmente del Comune, che lo conforta del fatto che avrebbe portato avanti la sua istanza, sulla richiesta di comprendere dove fosse finito il defibrillatore, e che quindi lui stesso avrebbe provveduto a darsi da fare per fornire ulteriori dettagli.
A quel punto, Leonardo continua le sue indagini personali, e decide di recarsi alla Bocciofila, come aveva fatto la sera prima, la madre.
“Quando sono arrivato alla Bocciofila, ho trovato delle persone, forse volontari, intente nel sistemare delle tavolate per un probabile evento. Quando ho notato un signore, mi sono avvicinato per chiedere se sapesse qualcosa del defibrillatore!”
Poi, nuovamente il cellulare di Leonardo è tornato a squillare per una seconda chiamata. Questa volta, chi lo chiama, gli riferisce di aver parlato con il vicesindaco, e gli conferma quello che il ragazzo aveva già capito, ovvero che il defibrillatore in Municipio non sarebbe stato presente, e chissà se lo fosse mai stato.
Leonardo nel frattempo, decide di salvare quel numero sconosciuto nella rubrica, e nei giorni seguenti, sarà quel numero che inserirà nella PEC inviata al Comune di Casalfiumanese, per sapere chi lo avesse chiamato, chi erano le persone in Municipio che gli hanno riferito dell’inesistenza del defibrillatore e chi doveva essere il responsabile del defibrillatore nel Municipio stesso.
ll giovane poi, dopo aver ispezionato il Bocciodromo, ha scoperto che il defibrillatore era stato effettivamente presente, ma come gli viene riferito, in un secondo momento, da voci del paese, sarebbe stato spostato per i lavori di ristrutturazione della bocciofila.
A questo punto la domanda che si fa Leonardo è : perchè nessuno ha informato il 118 di questo spostamento ?
“In seguito, sono venuto conoscenza di un altro fatto grave: mi hanno confermato che il dispositivo sarebbe stato spostato all’interno di una sala della Bocciofila di Casalfiumanese, pare in un posto non visibile al pubblico, infatti io non l’ho visto, e che addirittura, il dispositivo sarebbe stato spostato su e giù, solo in occasione di eventi o feste. Tutto ciò mi sembra alquanto strano, dato che parliamo di un dispositivo, che non dovrebbe essere mobile, ma fisso ad una bacheca!”
Leonardo non ha intenzione di lasciar cadere la questione, è importante per lui comprendere i motivi per i quali non gli siano state date chiare informazioni sulla presenza dei defibrillatori.
Se il soccorritore avesse saputo in tempo, che vicino alla Banca BCC di via Martelluzza era disponibile un altro defibrillatore, avrebbe potuto dirigersi lì, invece che al Municipio!.
Ma oltre a questo, c’è anche da registrare un clima di totale omertà tra gli abitanti di Casalfiumanese: “ Mi pare strano che nessuno parli, siamo un piccolo borgo, dove tutti ci conosciamo, e dove esiste una grande solidarietà tra di noi, perciò non capisco perché finora, nessuno ha detto una sola parola su questi defibrillatori scomparsi!
Oltre a ciò, c’è un altro interrogativo che alimenta la polemica, ovvero la possibile mancanza di comunicazione tra Comune, Regione e 118. Se i defibrillatori, che sono importanti strumenti salvavita, devono essere fruibili a chiunque, come prescrive la legge, chi li avrebbe spostati e soprattutto, come è possibile che né la Regione e neppure il 118 siano stati informati?
Il Comune di Casalfiumanese, nella replica di qualche settimana fa – che riproponiamo – precisava che la gestione e l’aggiornamento dell’applicazione ‘DAE RespondER’ nella sezione relativa alla mappatura dei defibrillatori ad uso pubblico più vicini alla propria posizione non è a carico o responsabilità del personale o collaboratori comunali, ma fa parte di un progetto regionale di costituzione del Registro Unico dei DAE.
E’ tuttavia legittimo mettere in discussione quel legame di collaborazione che ci sarebbe dovuto essere tra Amministrazione Comunale, Regione e 118, come prescritto della legge 116/2021, non ha evidentemente non funzionato, come il caso di Casalfiumanese dimostra!
Ci auguriamo che si faccia chiarezza sull’accaduto, anche per risollevare il clima tra gli abitanti di Casalfiumanese e la reputazione di Leonardo, che si è sentito lasciato solo in questa vicenda e che vuole rivolgere un appello ai suoi concittadini: “ Chi sa, venga fuori!
E così, anche noi ci uniamo all’appello di Leonardo affinché, chi sappia, si esponga come ha fatto Leonardo, in modo da chiarire i punti irrisolti di questa vicenda, e spiegare anche dove siano finiti i defibrillatori scomparsi, sperando che l’epilogo triste di questa vicenda, sia da monito a noi tutti!
IL COMUNE DI CASALFIUMANESE DOPO I PRIMI ARTICOLI APPARSI SULLA STAMPA IN MERITO ALLA VICENDA, AVEVA FORNITO UNA LUNGA REPLICA ANCHE a noi su laltraimola.it, CHE RIPROPONIAMO INTEGRALMENTE. SIAMO COMUNQUE DISPONIBILI AD EVENTUALI NOTE INTEGRATIVE. LO STESSO COMUNE, HA POI FORNITO UNA MAPPATURA DEI DAE CIRCA DUE SETTIMANE FA
“Lo scrivente municipio di Casalfiumanese, nell’esprimere profonde condoglianze alla famiglia dell’anziano residente deceduto lo scorso 30 dicembre per un malore, precisa che la gestione e l’aggiornamento dell’applicazione ‘DAE RespondER’ nella sezione relativa alla mappatura dei defibrillatori ad uso pubblico più vicini alla propria posizione non è a carico o responsabilità del personale o collaboratori comunali, ma fa parte di un progetto regionale di costituzione del Registro Unico dei DAE. La segnalazione dell’avvenuta installazione compete a chi ha acquisito o installato il dispositivo. Si può fare online sul sito DAE Responder o con apposito modulo. Vengono registrati i DAE pubblici con accesso libero e non condizionato. Periodicamente, la centrale 118, in collaborazione con la AUSL competente per il territorio effettua delle verifiche sulla correttezza delle informazioni e sarà cura dell’amministrazione stessa farsi parte attiva per analizzare il corretto inserimento dei dati che, sul territorio di Casalfiumanese, rimanda alla presenza di 11 postazioni DAE ( alcuni ad accesso libero altri no):
1) Palestra di Casalfiumanese (capoluogo), accessibile durante l’attività del presidio e attività scolastica;
2) Centro sportivo Casalfiumanese (capoluogo), accessibile durante l’attività del presidio;
3) Centro commerciale ‘La Martelluzza’ di Casalfiumanese (Casale Basso), sempre accessibile dall’esterno;
4) Municipio di Casalfiumanese, accessibile dall’interno degli uffici ma, come specifica la app DAE RespondER stessa, non è sempre garantita la sua disponibilità;
5) Ex bocciodromo di Casalfiumanese (capoluogo), nella sala principale (non nel bar che ha accesso indipendente) con accessibilità durante attività del presidio;
6) Centro sportivo di San Martino in Pedriolo, accessibile durante l’attività del presidio;
7) Sassoleone, zona banca sempre accessibile dall’esterno con rottura vetro supporto di protezione;
E, da aggiornamento odierno, anche questi:
8) Palestra privata, Casale basso, accessibile durante attività presidio;
9) Circolo Tennis Casalfiumanese (capoluogo), accessibile durante attività presidio;
10) Sede azienda ‘La Buona Frutta’ Casalfiumanese, accessibile durante attività presidio;
11) Sede Ditta Edile Bartolini, Casalfiumanese, accesso libero.
Credendo fermamente nell’importanza di un uso tempestivo dei dispositivi salvavita e nella promozione di tale attività di pronto soccorso per scongiurare il rischio di epiloghi fatali, il municipio di Casalfiumanese ha subito preso contatto con la famiglia dell’anziano deceduto che ha informato della grande efficienza dimostrata dal personale 118 che, contattato pochi istanti dopo il malore, ha guidato tramite videochiamata i familiari stessi nella pratica del massaggio cardiaco poi si è recato sul posto.
Trattandosi di argomento delicato e sensibile, poiché riconducibile alla salute di tutti noi, continuerà l’impegno del Comune di Casalfiumanese nella politica di diffusione di campagne di sensibilizzazione sul tema e, per quanto di sua competenza, caldeggiare con le realtà preposte al corretto aggiornamento di App e piattaforme web informative sulla collocazione delle postazioni DAE.
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