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Accesso agli atti “Attività dei consiglieri non venga limitata”

Valutazione sulla modifica al regolamento sulle modalità di accesso agli atti comunali, in commissione si accendono gli animi: “non venga minato il principio di trasparenza”
di Sofia Noes

Se un cittadino imolese avesse voluto assistere a un vero “duello”, sarebbe bastato collegarsi stamattina alle 10:30 per seguire la Commissione n. 5 del Comune di Imola, dove l’assessora Spada e il consigliere Roi si sono scontrati su questioni di diritto.

Al centro del dibattito, l’adeguamento del regolamento comunale alla recente normativa europea sul whistleblowing, che tutela la privacy di chi segnala illeciti. Finora solo Firenze ha adottato una procedura specifica (delibera n. 20/2024), ma l’urgenza di Imola nel recepirla ha sollevato dubbi.

Il tema, inserito all’ultimo momento, ha acceso gli animi. I consiglieri Dalpozzo e Carapia hanno denunciato la mancanza di tempo per approfondire i possibili effetti collaterali, e il consigliere Dalpozzo ha manifestato la Sua contrarietà in una fuga di notizie della questione, dai parte dei media locali, mostrando disappunto anche durante la riunione dei gruppi consiliari.

Lo spirito  del reazionario del Consigliere Carapia (FDI) ha chiarito la sua estraneità alla diffusione di notizie.  Il tema del suo intervento sul giornale,  riguardava il buco di bilancio della società Area Blu, e la connessione da lui fatta,  dopo aver letto la convocazione, riguardava una sua superficiale considerazione sulla maggiore difficoltà che potrebbero avere i consiglieri, che utilizzano spesso la prova documentale, richiedendo gli atti pubblici agli uffici preposti. E questa modifica del regolamento potrebbe rendere più complicato l’ accesso agli atti.

Il consigliere Roi ha evidenziato il rischio di un’interpretazione affrettata del D.Lgs. 24/2023, già regolato dalle Linee Guida ANAC (delibera 331/2023). Perché questa fretta?

La presidente Bugani ha proposto di rinviare la discussione, scatenando la reazione del consigliere Samachini, che ha chiesto un aggiornamento più frequente delle Commissioni. I consiglieri di Fratelli d’Italia, invece, hanno insistito sulla necessità di consultare esperti prima di modificare il regolamento, che inciderebbe anche sull’accesso agli atti pubblici, come avrebbe anche  chiesto la consigliera Chiarini, in sostituzione del Consigliere Sangiorgi, che avrebbe  anche lei sollevato interessanti questioni, proprio in relazione all’ applicazione della normativa.

Come ha sottolineato il consigliere Roi, la questione sarebbe ancora più spinosa: il rischio di una interpretazione letterale della normativa nazionale, il D.Lgs. 24/2023, potrebbe rivelarsi problematico se non si considerasse adeguatamente il contesto normativo attuale. Quest’ultimo, infatti, già disciplinerebbe la materia attraverso le Linee Guida ANAC, approvate con delibera n. 331/2023. Dunque, perché questa fretta di adeguare una normativa così recente, su cui gli stessi giuristi avrebbero pareri divergenti?

Il consigliere Roi avrebbe inoltre evidenziato la necessità di discutere la questione nelle sedi più opportune, come il Consiglio Comunale, attraverso approfondimenti che chiariscano ogni dubbio. L’ex magistrato avrebbe poi concluso il suo intervento con un’amara riflessione sul ruolo del Consiglio Comunale, che rischierebbe un progressivo svuotamento delle proprie funzioni, minando così il principio di trasparenza sancito dalla legge del 1990.

Intanto, mentre il sindaco tace sul buco di 200.000 euro nel bilancio di Area Blu, la sua Segreteria sembra più preoccupata di evitare fughe di notizie che di garantire trasparenza?

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