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Parcheggio Interspar, fioccano le penali “Ulteriori addebiti ingiustificati”

INTERSPAR- PENALI NEL PARCHEGGIO “Mi rivolgerò a giudice di pace”

Imola. Una cittadina ha chiesto delucidazioni sulla gestione delle penali nel parcheggio privato del punto vendita INTERSPAR di via della Senerina, gestito da Park & Control.
Aveva parcheggiato la propria auto, senza sapere che dopo i 240 minuti della sosta gratuita, sarebbe scattata la penale. Aveva fatto acquisti nel punto vendita, poi si era recata a Faenza per lavoro. Le modalità di gestione dell’area (privata) sono oggetto di qualche contestazione dei cittadini nei mesi scorsi (ve ne avevamo parlato qui).
L’utente aveva così con sua grande sorpresa scoperto di aver ricevuto, per quella sosta, una “penale”, dal gestore del parcheggio. (I cartelli nel parcheggio che avvisano del regolamento sono tuttavia presenti) Il problema che emerge questa volta però è il modo con cui essa è stata recapitata al proprietario dell’automezzo, ovvero con l’insolita modalità della posta ordinaria: “resto in attesa quantomeno di una raccomandata” – denuncia A.Z – “con la penale di 30 + 18 + 60  (108 euro per aver sostato per 300 minuti ,quindi 60′ oltre il limite,ma 100 di questi in orario di chiusura) e faccio presente che nel frattempo il nostro indirizzo di residenza è cambiato: i 30 euro sono diventati 48 : mi devono spiegare come fanno ad applicare ulteriori addebiti se non hanno la certezza che la comunicazione abbia raggiunto il destinatario.
Inoltre mi risulta che , in caso di 2 “violazioni” in due giorni consecutivi, il tutto non viene trattato come una sola infrazione ma vengono applicati ulteriori addebiti X 2

Come può succedere tutto questo?
“A me pare alquanto discutibile e poco trasparente: il loro scopo principale è quello di recuperare i costi di questo sistema di rilevazione costoso.(lo dimostrano i numeri -da giugno ad agosto 576 penali emesse” – dichiara il cliente del punto vendita – “i cartelli ci sono ma non vi è la certezza che chi accede all’area riesca a vederli; sui cartelli c’è scritto “violazioni” senza specificare eventuali penali e importo: presenza di sbarre sempre alzate e strisce bianche fuorvianti; le richieste di pagamento vengono fatte con posta ordinaria e non con raccomandate“. La cliente si è già rivolta a diverse associazioni di consumatori che hanno intenzione di segnalare la vicenda all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

IL REGOLAMENTO
All’ingresso del parcheggio, è presente il regolamento, che appunto indica come gli utenti sono “autorizzati a sostare gratuitamente FINO AD UN MASSIMO DI 240 MINUTI (DUECENTOQUARANTA MINUTI) dall’ingresso all’interno dell’area medesima. Entro il suddetto termine, con il limite di due visite per ogni giorno, l’Utente, alla guida del proprio veicolo, dovrà uscire dall’area di parcheggio, al fine di non incorrere nella violazione delle presenti Condizioni generali”. La cittadina però contesta tutto questo, perchè “l’utente dovrebbe fermarsi, scendere dal veicolo e impiegare diversi minuti per tentare di leggere tutto il regolamento. Ciò contrasta con l’art. 35 del Codice del consumo in base al quale “Nel caso di contratti di cui
tutte le clausole o talune clausole siano proposte al consumatore per iscritto, tali clausole devono sempre essere redatte in modo chiaro e comprensibile. In caso di dubbio sul senso di una clausola, prevale l’interpretazione più favorevole al consumatore”.
Fermo restando ciò, la clausola penale si ritiene nulla in quanto imposta all’utente senza trattativa individuale benché manifestamente eccessiva in violazione degli artt. 33, co. 2 lett. f) e 34 co. 4 del Codice del consumo
“.

All’ufficio stampa della catena è stata chiesta una replica sulla vicenda. Siamo disponibili, qualora lo ritengano opportuno, a pubblicarla.

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